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La sanità digitale in Italia: quali strumenti adottare per una reale innovazione?

01 JUN 2022
A partire dal 2020, con l’avvento dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, si è osservata una significativa crescita della spesa sanitaria, con un'importante incidenza sul PIL del 7,5%. Questo fenomeno è dovuto a maggiori finanziamenti prodotti in quest’ambito, ma anche ad una  diminuzione del PIL. L’aumento delle sovvenzioni è principalmente derivato dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e prevede investimenti pari a 15,63 miliardi di euro dedicati al processo di digitalizzazione della sanità italiana.

Un'analisi effettuata nel 2021 dal gruppo NetConsulting cube, che si occupa di consulenza e ricerca nel Mercato Digitale italiano, ha permesso di fotografare lo stato attuale del settore della sanità digitale in Italia e di coglierne i principali trend evolutivi.

In primo luogo, è emerso come l'impellente richiesta di digitalizzazione dei servizi sanitari abbia portato l’e-health ad essere un settore in rapida evoluzione e che genera una sempre maggiore attenzione anche da parte del sistema impresa. Lo studio effettuato sul mercato complessivo della sanità digitale ha infatti evidenziato un tasso di crescita pari all’8,3% nel 2021, in particolare per quanto concerne ICT, BPO e Dispositivi Medici.

Tuttavia, mentre alcuni progetti - ad esempio quelli legati ai tamponi e ai vaccini e quelli dedicati alla telemedicina, al tele-monitoraggio, al tele-follow up e alla digitalizzazione dei flussi informativi - sono stati avviati o velocizzati, altri, meno connessi alla situazione contingente, hanno invece subito un arresto. 

La crescita del mercato, dunque, è ancora di tipo fisiologico, insufficiente a colmare il ritardo accumulato fino ad oggi in fatto di salute digitale; un ritardo che riguarda sia le infrastrutture sia  le architetture, il parco applicativo e le reti.

La ricerca ha anche portato in luce una situazione di forte disomogeneità nel territorio italiano per quanto riguarda la diffusione degli strumenti propri del settore ICT. Sono, infatti, presenti vari centri di spesa che, tuttavia, restano isolati, e si è registrata una più forte tendenza a ricorrere a servizi di manutenzione del parco applicativo esistente - ormai superato - piuttosto che a realizzare ex novo sistemi maggiormente performanti e funzionali.

Tali premesse rivelano la necessità anche in ambito sanitario di una rivoluzione digitale atta a sviluppare un comparto più efficiente, vicino ai pazienti e capace di trarre beneficio dalle nuove tecnologie.

Il PNRR e la salute digitale

Un impulso notevole in questa direzione, in particolare in alcune regioni italiane, potrebbe essere rappresentato dai fondi stanziati dal PNRR, più precisamente dalla missione 6, alla quale sono stati destinati 15,63 miliardi da spendere nel quinquennio 2021-2026 (20 miliardi se si calcolano anche quelli del fondo nazionale complementare e quelli provenienti dal RESPECT EU). La missione è suddivisa in due componenti: “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale”, che vale 7 miliardi, e “Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale”, che ne vale 8,63. 

Finora sono stati stanziati  quasi 6 miliardi  per la digitalizzazione dei dipartimenti di emergenza e accettazione, l’ammodernamento degli apparati medicali, il rafforzamento dell’infrastruttura e della raccolta dati, la telemedicina e la cybersecurity

Si stima invece che entro il 2026 potranno essere avviati progetti per circa il 60% dell’ammontare complessivo dei fondi e degli investimenti a disposizione, ma allo stesso tempo si calcola una dispersione del 40%. Quest’ultima sarebbe dovuta al fatto che, fino al 2021, l’Italia è stata capace di adoperare soltanto il 35% dei fondi europei messi a disposizione, mentre, per accedere alle varie tranche di finanziamenti, viene richiesto il rispetto del cronoprogramma dei progetti e delle riforme.

Urge quindi che il Paese si attrezzi per poter spendere tali risorse e superare le logiche dei progetti sperimentali, definendo in primo luogo i modelli organizzativi e i processi dei nuovi servizi da avviare. È necessario anche che si attivi un percorso virtuoso per la digitalizzazione in sanità, da mettere in pratica grazie a progetti strategici replicabili e di ampio respiro

In quest’ottica, assume particolare rilevanza la strategia Cloud Italia, fondamentale per delineare nuove e più sicure infrastrutture per le P.A. e la sanità in generale e per semplificare l’operato delle amministrazioni. Grazie all’approccio cloud first, si intende realizzare l’adozione sicura e completa delle tecnologie cloud nel settore pubblico in una modalità che sia in linea con la tutela della privacy e con le raccomandazioni delle istituzioni. 

Il programma presentato dal Ministero per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale all’interno del PNRR prevede altresì la partecipazione dell'Italia al progetto Gaia-X, per la creazione di un Cloud europeo sovrano. Obiettivo dell’operazione è stabilire le linee guida a cui i soggetti pubblici e privati dovranno attenersi per lo scambio e la conservazione dei dati, cosa che è possibile fare soltanto attraverso standard condivisi e l’indipendenza da cloud provider extra europei.

Le aziende ospedaliere e l’innovazione digitale

Dall’analisi effettuata, tra un campione di aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche e private, emerge che il primo obiettivo di investimento è quello della telemedicina: la tele-visita, il tele-follow up e il tele-monitoraggio. Su questo, come sul tema del rinnovo delle reti o della digitalizzazione dei sistemi informativi territoriali, ha inciso notevolmente la pandemia da Covid, a seguito della quale molte realtà private hanno rivisto la propria offerta di servizi. Seguono, tra i principali propositi, anche l’accelerazione della modernizzazione applicativa e l’introduzione della cartella clinica.

Un ulteriore tema evidenziato dal rapporto è relativo al Cloud, che le Aziende sanitarie adottano,  in maniera sempre crescente, seppur con differenze tra pubblico e privato, come richiesto dalle linee guida che coinvolgono la Pubblica Amministrazione e ii piani di rilievo nazionale. 

Relativamente alla localizzazione e confrontabilità dei dati, lo studio mette in risalto come in oltre il 70% dei casi presi a campione, i dati siano raccolti all’interno dei sistemi che li generano e non risultino essere condivisibili. In generale la situazione è caratterizzata da una diffusione dei repository non omogenea: infatti solo il 47% delle aziende sanitarie pubbliche e private già utilizza un clinical data repository, mentre il 35% prevede di adottarlo in futuro. 

In merito all’innovazione digitale in sanità, gli ambiti su cui si investirà maggiormente sono le piattaforme IoT per la telemedicina e l’intelligenza artificiale a supporto delle decisioni cliniche e della ricerca. Nel dettaglio, tra le varie voci proposte, le tecnologie innovative più diffuse sono la robotica chirurgica (42% del campione), la logistica del farmaco (32%), la robotica di reparto e l’IoT per la telemedicina (20%). La ricerca ha evidenziato nel complesso uno scarso grado di adozione di tecnologie innovative, ma lo scenario potrebbe modificarsi significativamente con l’impiego dei fondi del PNRR.

L’innovazione digitale nelle Regioni

Per quanto riguarda la digitalizzazione dei servizi sanitari nelle regioni, il contesto è molto variegato, perché ogni realtà possiede un proprio modello di sistema sanitario, che si qualifica in alcuni casi per la presenza di società in house, agenzie sanitarie o centrali di acquisto specifiche. 

È tuttavia in atto una centralizzazione, per esempio, del CUP, dei sistemi amministrativi di contabilità, dei sistemi HR, del monitoraggio dei flussi informativi verso gli enti centrali e dei sistemi di diagnostica per immagini. Presumibilmente, l’accentramento riguarderà in misura sempre maggiore i processi ospedalieri e clinici, ad esempio con la diffusione della cartella clinica elettronica, con la creazione del sistema informativo ospedaliero e del sistema di ADT.

Aziende High Potential ed E-health

Tra  i nuovi attori che operano in materia di Sanità Digitale, vi sono in particolare le Startup e PMI innovative italiane, le cosiddette aziende “High Potential” - tra cui Tesi Group - che si distinguono nelle imprese HealthTech e aziende Tech4Health. Le  prime forniscono servizi sanitari in cui la componente tecnologica assume particolare rilievo; le seconde sono, invece, fornitori tecnologici puri, la cui offerta può essere applicata anche in ambito sanitario.

L’ambito specifico nel quale opera la maggior parte delle aziende high potential è quello dell’Innovative Care Management: lo sviluppo di soluzioni che permettono e agevolano la digitalizzazione del Patient Journey (trial clinici, assistenti o infermieri virtuali a supporto dell’aderenza terapeutica) oppure la realizzazione di applicazioni più tradizionali di SIO e SIA, ma erogate con modalità innovative.

Le tecnologie a cui tali realtà afferiscono sono riconducibili principalmente a soluzioni analitiche di Big Data & Advanced Analytics e alle piattaforme SaaS; a seguire, Robotics e Wearable, Nanotecnologie e IoT. Le piattaforme SaaS e le Mobile Application risultano essere le tecnologie più diffuse sia nel Patient Empowerment, sia in ambito Connected e Virtual Care, con servizi che consentono la telemedicina e la tele-assistenza. In particolare, la telemedicina - sempre a causa dell’emergenza sanitaria - è un aspetto della sanità digitale a cui viene dedicata sempre maggiore attenzione: a questo settore, infatti, è stato riservato un miliardo di euro del PNRR nell'ambito della missione 1.2 “Casa come primo luogo di cura”

Di pari passo con l’aumento della digitalizzazione della sanità, sta emergendo anche la necessità di una maggiore consapevolezza e responsabilizzazione da parte del cittadino sul proprio stato di salute, il quale, grazie alla diffusione dei servizi di assistenza e monitoraggio da remoto, è chiamato a rivestire un ruolo più attivo rispetto al passato. 
Nonostante l’aumento della “capacità digitale” degli enti territoriali e la diffusione di tecnologie di cura e monitoraggio da remoto, ciò che manca ancora nella Sanità è una visione integrata e multicanale che porti a un significativo cambio di passo. 

Tesi Group a supporto dell’innovazione digitale nella sanità

Da oltre 40 anni, noi di Tesi Group contribuiamo al processo di innovazione digitale in sanità. La nostra missione è quella di realizzare tecnologie che consentano alle strutture sanitarie di compiere la trasformazione tecnologica necessaria a migliorare i propri servizi per poter aumentare la qualità dei percorsi terapeutici e, di conseguenza, anche la qualità della vita dei pazienti.

Innanzitutto, per quanto riguarda la condivisione e lo scambio di dati, proponiamo sistemi di gestione personalizzabili: primo fra tutti WEBLAB, che grazie al suo sistema aperto si integra con i processi interni dei laboratori di analisi pubblici e privati e permette l’accesso all’utente per l’importazione e l’esportazione dati e la costruzione di report su misura. WebLab.MDW invece è un applicativo web che con un’unica interfaccia utente, semplice e intuitiva permette di gestire l’intera l'attività analitica di laboratorio. E ancora, EMOWEB è una soluzione completa per la gestione di tutte le attività dei centri trasfusionali ma anche dalle Banche del Sangue e dalle Associazioni dei Donatori. Nell’ambito dei servizi di anatomia patologica abbiamo messo a punto PATHOX, che completa tutto il flusso di lavoro relativo a questa attività e integra la gestione delle immagini macroscopiche e microscopiche e TELEPATHOX per i servizi di telepatologia.

Con i nostri sistemi di imaging supportiamo, inoltre, l’attività delle sale operatorie: IMAGE SI, per esempio, è il nostro dispositivo medico dedicato alla gestione digitale dei segnali video e audio, prodotti nelle sale operatorie. Per il supporto del reparto di endoscopia, ENDOXWEB è in grado di gestire, elaborare e archiviare tutti i filmati e le immagini. DECIA invece è il nostro prodotto dedicato al monitoraggio femminile, che può essere utilizzato nei reparti di ostetricia e ginecologia. E ancora, TESI capture per tutte le specialità diagnostiche non radiologiche, oltre a molti altri.

Un’altra nostra importante specializzazione è quella legata all’implementazione dei servizi di telemedicina e teleassistenza, per i quali sviluppiamo strumenti che abilitano la trasmissione di immagini e flussi video in tempo reale, come MicroPATHOX, e sistemi specifici per la telemedicina e il telemonitoraggio, come NETlife.

Forniamo inoltre la possibilità, agli operatori del settore sanitario e ai pazienti, di consultare in modo semplice e veloce i dati clinici, con i nostri portali web ad hoc per l'accesso ai servizi sanitari e repository T-health.net.

I nostri prodotti per la diagnostica in vitro sono elaborati in modo tale da assicurare il totale controllo e la tracciabilità dei processi analitici, come prescritto dagli standard internazionali più diffusi. Si tratta in gran parte di soluzioni altamente flessibili, che è possibile configurare a seconda delle specifiche esigenze dei contesti di utilizzo. Sono inoltre predisposte per l’integrazione con gli altri sistemi informativi delle strutture sanitarie, requisiti essenziali per favorire l’unificazione e la coordinazione dell’intero comparto sanitario.

Per informazioni sui nostri sistemi informativi atti a migliorare la digitalizzazione dei servizi sanitari non esitare a contattarci
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