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Tecnologia e integrazione nelle sale operatorie. Da Trieste a Baggiovara, il futuro è già realtà.

27 JUL 2022
In concomitanza con lo sviluppo della digitalizzazione della sanità in Italia, le sale operatorie ibride sono sempre più diffuse nel nostro Paese e sono oggi parte integrante delle strutture ospedaliere più all’avanguardia. Le sale ibride sono sale operatorie altamente tecnologiche, allestite con apparecchiature diagnostiche dedicate, che permettono di eseguire procedure chirurgiche complesse in modo non invasivo e di monitorare costantemente e dettagliatamente lo stato di salute del paziente, direttamente dal tavolo operatorio. In questo modo il team chirurgico può intervenire tempestivamente, sulla base dell’evoluzione del quadro clinico, valutando i dati e i risultati in tempo reale.
La sala operatoria integrata consente di eseguire interventi micro invasivi e - contemporaneamente - diagnosi complesse senza necessità di spostare il paziente in altre sale, minimizzando rischi e complicanze e garantendo un recupero post operatorio più rapido, con una netta riduzione del ricorso alla terapia intensiva anche a seguito di interventi particolarmente delicati.

Operando in sale di questo tipo, i chirurghi devono essere in grado non solo di manovrare dispositivi tecnologici sempre più avanzati, con funzionalità complesse e sistemi di assistenza e navigazione specifici, ma anche mettere in pratica tecniche di imaging avanzate durante l’intervento. Per questo motivo l’obiettivo dei produttori di dispositivi medicali è lo sviluppo di sistemi integrati, con interfaccia intuitiva, adattati alle esigenze specifiche di ciascuna tipologia di intervento, che possano aiutare medici chirurghi e personale di sala nella gestione semplificata di tutti gli strumenti.

Noi di Tesi Group abbiamo sviluppato un software appositamente dedicato alla digitalizzazione delle immagini e lo scambio dei dati nelle sale operatorie. IMAGE Si è oggi parte integrante, ad esempio, delle sale dell’Ospedale Burlo Garofalo di Trieste e dell’Ospedale Civile di Baggiovara (Modena).

Vediamo più nel dettaglio i vantaggi dell’integrazione nelle sale operatorie e il nostro contributo nel campo della digitalizzazione, acquisizione di immagini e segnali audio e video durante gli interventi chirurgici.

I vantaggi delle sale operatorie integrate nella gestione degli interventi

La minimizzazione dei rischi chirurgici e il conseguente beneficio per la salute dei pazienti è sicuramente l’aspetto principale che ha portato al forte incremento del numero di sale operatorie ibride nel panorama ospedaliero italiano ed internazionale. I vantaggi del loro utilizzo, tuttavia, si estendono anche ai medici, agli operatori sanitari e alle strutture che le ospitano: consentono di ridurre il personale circolante in sala, migliorano l’interazione all’interno del team chirurgico e consentono l’accesso agli interventi - seppur in modalità video - ad un maggior numero di persone rispetto a quello raggiungibile occupando la sala in presenza. Le sale ibride consentono inoltre l’integrazione e lo scambio di informazioni con altri software ospedalieri, garantendo una migliore gestione delle procedure e un più semplice adattamento degli interventi e dei trattamenti nel decorso post operatorio. Non ultimo, l’integrazione nelle sale operatorie comporta una netta riduzione dei tempi chirurgici. Un vantaggio davvero significativo, soprattutto per gli interventi in urgenza e per quelli particolarmente complessi. Le sale ibride sono, infatti, particolarmente utilizzate nel campo della cardiochirurgia, della chirurgia vascolare, della neurochirurgia, della radiologia interventistica e nel trattamento di tutte le patologie che richiedono un approccio multidisciplinare. In una sala operatoria di questo tipo è possibile eseguire, ad esempio, in modo mini invasivo, un intervento di bypass aorto coronarico senza sternotomia a cuore battente combinato con un’angioplastica coronarica.

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