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La telemedicina a supporto dei cittadini. La situazione attuale, i vantaggi, le opportunità

23 JUN 2022
Il 2020 e il 2021 hanno definitivamente contribuito all’affermazione della Telemedicina come modalità efficace per l’erogazione di servizi sanitari, un utile complemento dell’assistenza medica e della cura delle patologie in presenza. La lotta al Coronavirus in Italia ha portato alla luce tutte le fragilità del sistema sanitario nazionale: le disparità geografiche e socioeconomiche nell’accedere a servizi e prestazioni, i tempi di attesa spesso troppo elevati per effettuare esami e visite specialistiche, la scarsa integrazione tra sistema ospedaliero e medicina sul territorio.
Se, fino al 2019, molti medici erano scettici rispetto alla validità della medicina da remoto come strumento di diagnosi e cura, nel 2022 l’opinione media è cambiata in modo sostanziale. La Telemedicina è oggi considerata un ottimo strumento a supporto della pratica quotidiana e tradizionale della professione sanitaria, in particolar modo se si fa riferimento alla cura e alla gestione dei pazienti cronici. In un panorama mondiale in cui le patologie a lento decorso o irreversibili sono in costante aumento, in concomitanza con l’innalzamento dell’età media della popolazione, la Telemedicina e l’assistenza da remoto sono oggi considerate soluzioni efficaci e convenienti sia per il paziente cronico, che riceve in questo modo un’assistenza personalizzata e tempestiva, sia per i medici, che riducono necessità di intervento diretto, ospedalizzazioni e conseguenti costi di gestione.


Lo sviluppo della Telemedicina in Italia: gli investimenti previsti per i prossimi anni



La centralità della Telemedicina nel post pandemia si riscontra anche negli investimenti importanti previsti dal PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) in favore di un suo definitivo potenziamento. Il PNRR prevede oltre 15 miliardi di investimenti rivolti al miglioramento e all’efficientamento della sanità nazionale, di cui 7 destinati all’assistenza territoriale e 1 miliardo specificatamente indirizzato alla diffusione della Telemedicina.
Le misure previste dal Piano Nazionale puntano ad alleggerire le strutture ospedaliere, favorendo modalità di cura per quanto più possibile domiciliari. Migliorando la capillarità del servizio sanitario su tutto il territorio e favorendo l’assistenza da remoto - rivolta in particolare ai pazienti affetti da malattie croniche – si mira entro il 2026 alla realizzazione di un nuovo modello organizzativo, che assicuri continuità assistenziale e rapido accesso a tutte le cure necessarie, indipendentemente dal luogo di residenza. La digitalizzazione della sanità e lo sviluppo della Telemedicina consentiranno, inoltre, operazioni più agili e smart per medici e personale sanitario, garantendo una più efficiente integrazione nella comunicazione tra paziente, MMG, specialista e struttura ospedaliera.
Le premesse sono ottime: è importante notare, infatti, che negli ultimi due anni si sta già registrando una forte accelerazione nel ricorso ai servizi di Telemedicina. La necessità di ridurre quanto più possibile la diffusione del Covid-19 ha richiesto sacrifici anche in ambito sanitario, come la riduzione delle visite in presenza allo stretto indispensabile e l’urgenza di trovare alternative valide per garantire comunque l’assistenza necessaria. Contemporaneamente, i medici si sono trovati a dover gestire un maggior numero di pazienti con necessità di contatti costanti e diretti: oltre alle malattie croniche già comunemente diffuse prima della crisi pandemica, si sono aggiunti tutti quei pazienti affetti da Long-Covid, altrettanto bisognosi di un follow-up rigoroso. È stato quindi indispensabile - ma anche naturale - un rapido superamento delle ritrosie nei confronti della Telemedicina e un ricorso sempre più massiccio a questa nuova modalità di assistenza. Basti pensare che nel 2019 l’utilizzo delle applicazioni di Telemedicina superava di poco il 10%. Nell’ultimo anno, invece, il Teleconsulto è stato utilizzato dal 47% degli specialisti e dal 39% dei Medici di Medicina Generale. In grande aumento anche l’utilizzo del Teleconsulto tra MMG, ritenuto utilissimo e indispensabile durante la pandemia per confrontarsi sulla gestione di particolari pazienti Covid. In crescita rispetto alla fase pre-emergenza anche il ricorso alla Tele-visita e al Telemonitoraggio (arrivato al 43% per i Medici di Medicina Generale).


La Telemedicina per una gestione efficace dei pazienti cronici



La Telemedicina è particolarmente efficace per la gestione dei pazienti affetti da patologie croniche, che hanno necessità di contatti costanti e veloci con il medico di riferimento o con lo specialista. La medicina da remoto consente inoltre di ottenere dati aggiornati in tempo reale, analisi costanti e insight utili per l’adattamento immediato di cure e terapie.



Le patologie croniche sono in costante aumento in Italia: qualche dato


In Italia sono 24 milioni le persone affette da patologie croniche - quasi il 40% della popolazione tra i 18 e i 75 anni. Di questi, più di 12 milioni presentano una situazione di multi-cronicità e 1 su 6 necessita di assistenza costante, generalmente svolta da familiari e a livello domiciliare.
Le patologie croniche colpiscono in modo particolare gli anziani. Oggi gli over 65 rappresentano il 23,2% della popolazione totale (una percentuale in costante aumento: nel 2050 si stima che oltre il 35% della popolazione italiana avrà più di 65 anni). Oltre la metà degli Over 65 soffre di una malattia cronica. Le patologie più diffuse si confermano le stesse rilevate dall’indagine ISTAT del 2019: l’artrosi, l’ipertensione e altre cardiopatie, le patologie lombari e cervicali e il diabete.
Negli ultimi decenni, l’innalzamento dell’età media, in concomitanza con il peggioramento dell’habitat naturale dovuto ad inquinamento e stili di vita poco salutari, ha comportato un’inversione di tendenza nella gestione della salute pubblica. Di fatto, si è passati dal dover principalmente gestire l’insorgenza di malattie infettive a dover contrastare con efficacia una serie di malattie degenerative e debilitanti, con decorsi lunghi e spesso invalidanti. La pandemia ha contribuito ad aggravare ulteriormente la situazione: ha avuto, infatti, un impatto negativo sull’erogazione di prestazioni sanitarie considerate di urgenza non primaria. Le visite ambulatoriali hanno registrato un calo del 42% rispetto al periodo antecedente alla crisi pandemica, le attività di diagnostica una diminuzione del 31%. Una problematica che ha colpito soprattutto le persone con cronicità, per cui diagnosi precoce, check-up costanti e aderenza fedele alle terapie sono aspetti imprescindibili per evitare aggravamenti e permettere una buona qualità della vita al paziente cronico.



I vantaggi della Telemedicina nel monitoraggio dei pazienti cronici


La Telemedicina si sta rivelando uno strumento di grande supporto nella gestione dei pazienti cronici, favorendo diagnosi precoci, ed interventi rapidi, personalizzati, focalizzati sulle esigenze specifiche della persona. È vantaggiosa sia per medici e pazienti che per lo Stato, ottimizzando i processi sanitari e garantendo una riduzione delle ospedalizzazioni e dei costi pubblici.
Per questo motivo il PNRR mira a ridisegnare la medicina territoriale, dando alla Telemedicina un ruolo sempre più centrale nella cura delle patologie croniche, in accordo anche con le direttive del Chronic Care Model (CMM), il modello assistenziale ideato dal professor Ed Wagner del McColl Institute for Healthcare Innovation, in California. Il forte impatto economico che la gestione delle malattie croniche comporta sui sistemi sanitari ha portato, infatti, allo sviluppo di diversi piani d’azione per arginare la problematica.
Il CMM di Wagner suggerisce un approccio proattivo tra medici e pazienti, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei pazienti con cronicità. Va da sé: la Telemedicina può essere un supporto fondamentale in questo senso, non solo garantendo comunicazioni costanti, immediate ed efficaci tra paziente e medico ma anche tra MMG e specialisti e/o strutture ospedaliere.
Il Telemonitoraggio è considerato uno strumento efficace anche dai caregiver, responsabili dell’assistenza ai pazienti cronici. Secondo i dati emersi da una ricerca realizzata dall’Osservatorio Sanità di UniSalute oltre il 51% dei caregiver considera il Telemonitoraggio uno strumento molto utile per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da patologie irreversibili e delle persone che si occupano di loro, nonostante sia tutt’oggi presente un gap informativo importante che ne limita la diffusione nelle fasce meno istruite della popolazione.

Riassumendo, la Telemedicina applicata alla gestione dei pazienti cronici garantisce:

  • una comunicazione costante e tempestiva tra medico e paziente;
  • l’abbattimento delle barriere geografiche e l’accessibilità estesa a servizi specifici e consulti con specialisti, indipendentemente dal luogo di residenza del paziente;
  • la possibilità, per i medici, di ricevere dati in tempo reale, segnalazioni di anomalie e problematiche ed intervenire, quindi, prontamente adattando la terapia;
  • il miglioramento della comunicazione e dell’interoperabilità tra le diverse professionalità e risorse sanitarie;
  • Una maggiore educazione del paziente e dei caregiver in merito alla specifica patologia e il conseguente miglioramento della qualità della vita.

Tutti questi aspetti consentono una significativa riduzione delle forme gravi nelle patologie croniche, una diminuzione delle ospedalizzazioni - spesso dovute alla mancata aderenza alle terapie prescritte - e un conseguente abbassamento dei costi di gestione che gravano sulle spese pubbliche.



La soluzione di Tesi Group per la gestione attenta e completa dei pazienti cronici: NETLife



In Tesi Group sosteniamo da tempo l’utilità della Telemedicina e dell’utilizzo di software all’avanguardia in questo settore. Ci siamo specializzati, negli anni, nello sviluppo di soluzioni tecnologiche a supporto dei medici e delle strutture sanitarie territoriali.
NETLife è la nostra piattaforma innovativa per la gestione e il controllo degli esami da laboratorio e il monitoraggio dei pazienti cronici e anziani. Si tratta di una soluzione completa ed efficiente, basata sulle più recenti novità tecnico-scientifiche nell’ambito della Telemedicina e degli strumenti diagnostici collegabili da remoto. Permette l’automonitoraggio domiciliare e supporta la gestione dei pazienti cronici che risiedono in RSA o strutture sanitarie.

NETLife prevede:
  • analisi delle esigenze specifiche e consulenza organizzativa;
  • un sistema informativo per la gestione dei pazienti, con moduli specifici per le diverse patologie;
  • la fornitura delle apparecchiature medicali e diagnostiche necessarie al Telemonitoraggio dei pazienti;
  • un portale web per acquisire e trasmettere dati ed immagini, integrato con i sistemi informativi aziendali;
  • sistemi innovativi per migliorare l’aderenza alle terapie;
  • servizio di installazione e assistenza tecnica presso le strutture territoriali (ambulatori, RSA, laboratori di analisi, distretti) e i domicili dei pazienti da monitorare;
  • servizio di assistenza e di supporto all’utilizzo costante e attento all’insorgere di eventuali ulteriori necessità.

NETLife è la piattaforma di Telemedicina perfetta per un’efficiente gestione dei pazienti cronici. Contattaci per ricevere maggiori informazioni e scoprire tutte le funzionalità di NETLife nel dettaglio.
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